martedì 28 marzo 2017

F-Zero GX (2003) [MICRO VERSION]

Amusement Vision | Nintendo GameCube

Difficile descrivere a parole il legame "emozionale" instaurato dal sottoscritto con questo capolavoro di Amusement Vision.

Scrivere, in questo post, che continuo a giocarlo regolarmente ancora oggi, ad anni dalla sua uscita, potrebbe evidenziare i sintomi di una malattia mentale spaventosa, ma la sensazione di brutale liberazione che emana la semplice pressione del tasto adibito al boost è così carnale che mi risulta impossibile non perpetuarla negli anni.

F-Zero GX è rischio e ricompensa, tensione e accelerazione, track design fuori di testa e perfezione del sistema di controllo, adrenalina rampante e colonna sonora meravigliosamente tamarra, difficoltà notevole ma appagamento inenarrabile. F-Zero GX è l'apice del racing game moderno (fanculo Wipeout!), un diamante brillante intagliato con inumana maestria e incastonato in una preziosa opera binaria interattiva.

Capolavoro ad alta velocità e tossica dipendenza.


lunedì 27 marzo 2017

Il tempo dei lupi (2003) [MICRO VERSION]

Michael Haneke | Wega-Film Produktion

Adoro lo stile arrogante di Haneke, quel suo non spiegare un cazzo e confondere lo spettatore che, appena distratto, viene riportato all'interno della pellicola con uno schiaffone tutto violenza e imprevisto.

"Il tempo dei lupi" è un film catastrofico esistenzialista sfrontatamente ermetico e minimale, dove le vicende dei protagonisti vengono soffocate da un senso d'opprimente presagio che toglie il respiro. Il disfacimento, lento e inesorabile, della società si rispecchia nei rapporti umani, sempre più deteriorati, che non possono che condurre a un epilogo infelice e privo di speranza.

Non di facile assimilazione, la creazione del regista austriaco matura sottopelle, sibillina e sconfortante, imperdibile per ogni amante del cinema d'autore.


domenica 26 marzo 2017

Haken - Affinity (2016)

Inghilterra | InsideOut Music

Progressive rock/metal "Super Giovane" e ammiccante. Potrei scrivere solo questo su "Affinity" degli inglesi Haken, ma prima di lasciarvi all'inesorabile corsa verso la tomba, voglio farvi perdere altro tempo.

Quello che colpisce in maniera molto positiva è senza dubbio la grande intelligenza dimostrata dalla band, furba nel camuffare le palesi fonti d'ispirazione in un polpettone multi gusto che gonfia la pancia e trasmette buone vibrazioni.

"1985" (la terza traccia del disco), con quei tom vaporosi e quei synth frangettosi, spiazza e fa sorridere, manifesto dell'attutudine sfrontata e sbruffona della band.

Pur detestando con tutto me stesso il timbro del cantante, consiglio "Affinity" a tutti gli amanti del prog divertito e sfizioso.

sabato 25 marzo 2017

Uncharted 2: Among Thieves (2009) [MICRO VERSION]

Nota:
Nasce oggi il nuovo tag [MICRO VERSION], triste ancora di salvezza in un periodo che vede The Legend of Zelda: Breath of the Wild cannibalizzare il (poco) tempo libero disponibile. In cosa consiste questo fantasioso tag? Prendere i vecchi post apparsi sul blog precedente e adattarli allo stile, superficiale e sbrigativo, di Barbagamer Micro. Spero che questa trovata ridicola non susciti in voi lettori conati di vomito troppo fastidiosi. Ci si legge presto con nuove ed entusiasmanti (?) novità! 

Naughty Dog | PlayStation 3

Senza dubbio il mio episodio preferito dell'intera serie di Naughty Dog, Uncharted 2: Among Thieves è uno sparamuretto cinematografico a saltello quasi automatico, dove si trucidano uomini con fare da guascone e si contemplano meravigliosi scenari morti.

Il ritmo divertente e scanzonato copre in parte una libertà d'esplorazione davvero ridicola, ma il baraccone rumoroso regge il colpo e ci si rilassa (tranne nell'ultima boss fight, snervante e figlia di puttana), inzaccherandosi gli occhioni con tanta bellezza estetica.

Fracassone, poco profondo, con un sistema di mira non impeccabile ma ideale per una botta e via.



venerdì 24 marzo 2017

Opera IX - The Call of the Wood (1995)

Italia | Miscarriage Records

Erano i giorni delle "Bestie di Satana". I telegiornali si contendevano le più minuscole "perversioni" da spiattellare alle scandalizzate famigliole italiche, giusto in tempo per guastare la cena.

Nella "Terra Che Non Esiste" (Molise) mia madre riscontrava preoccupanti attinenze tra gli album mostrati, con macabra dovizia di particolari, nei notiziari e quelli presenti nella mia camera, e "The Call of the Wood" degli Opera IX procurò una accesa, ma costruttiva, discussione casalinga.

Il disco dei mefistofelici adoratori del demonio è un concentrato d'influenze estreme, atmosfere occulte e qualche ambizione di troppo, ma l'offerta complessiva riesce ad affascinare per tutta la durata, grazie alla notevole varietà delle tracce ed ai discreti innesti melodici presenti.

Mood diabolico, mistero e buone idee.

giovedì 23 marzo 2017

Sadist - Above the Light (1993)

Italia | Nosferatu Records

1993, Italia.

Da Genova arriva questo "Above the Light", pubblicato dalla mai troppo compianta Nosferatu Records, minuscola etichetta underground catanese che tanto ha fatto per la scena estrema italiana.

Due minuscole realtà unite nella produzione di un album seminale, esaltante, in anticipo sui tempi, Aggressivo death metal "thrasheggiante" contaminato da tastiere, chitarre acustiche e tanta armoniosa melodia, di quella che ti entra in testa per restarci, barocca, malinconica, emozionante.

La furia non viene mai mitigata e l'equilibrio tra le parti che lo compongono rendono il debutto dei Sadist un capolavoro da scoprire/riscoprire, come quando, nel 1995, ordinai questa cassettina totalmente alla cieca, rimanendone folgorato e innamorato per tutti gli anni successivi.

Lo trovate su Spotify. Sapete cosa fare.

mercoledì 22 marzo 2017

Sopor Aeternus & Ensemble of Shadows - Mitternacht (2014)

Germania | Apocalyptic Vision Records

L'artista Anna-Varney Cantodea ha sempre titillato la mia curiosità grazie alla peculiarità del progetto/cura Sopor Aeternus & Ensemble of Shadows, attraverso il quale questa anima inquieta palesa al mondo i propri tormenti.

"Mitternacht" arricchisce una formula (decennale) darkwave con classica moderna minimale, operetta oscura, folk grottesco e settanta minuti d'esasperato intimismo teatrale.

Benché l'interpretazione vocale di Cantodea richieda il giusto approccio mentale, basta lasciarsi trasportare dalle note struggenti dei brani per empatizzare ed emozionarsi, spettatori cinici del circo della miseria imbastito dalla tragica figura al centro dell'arena.

martedì 21 marzo 2017

Falkenbach - Asa (2013)

Germania | Prophecy Productions

Il (quasi) progetto solista di Vratyas Vakyas non mi ha mai particolarmente convinto. Colpa di Quorthon e dell'assoluta eccellenza della commistione fra black metal e folk epico sfoggiata in QUEL CAZZO DI ALBUM dei Bathory, così compiuto, verace e magnifico da interrompere bruscamente un discorso nemmeno iniziato.

I Falkenbach hanno sempre navigato in quel limbo del già sentito che smorza gli entusiasmi troppo in fretta, e questo "Asa" non sfugge alla regola: piacevole, fatto bene ma semplicistico e privo della vera "Erezione Vichinga Che Se Ti Avvicini Ti Sfilo Gli Organi Dal Culo".

Torno a godere di QUEL CAZZO DI ALBUM LÌ!

lunedì 20 marzo 2017

Hour of Penance - Cast the First Stone (2017)

Italia | Prosthetic Records

Le mazzate in faccia! I calci nei coglioni! Le motoseghe nelle vene!

L'ultimo album della band romana è un devastante assalto brutal allergico ai cali di tensione, nervoso come un camionista dopo tredici ore di viaggio, scattante come un serpente velenoso (scusatemi).

La produzione terremotante mette in mostra tutta l'irruenza del gruppo e il risultato, pur se classico, alimenta copiosamente lo scuotimento di capoccia, regalando episodi d'ottimo death metal tecnico, nerboruto e coinvolgente.

Una garanzia.  


domenica 19 marzo 2017

Aaron Spectre - Lost Tracks (2007)

USA | Ad Noiseam

Il prolifico Aaron Spectre (date un'occhiata a questo link) non conosce pace, ma questo "Lost Tracks" sa regalarne molta.

Un tappeto ambient melodico ed etereo plana su beat elettronici infetti da glitch audio e fottutamente carichi di groove che vanno a comporre linee ritmiche stratificate e ricercate, mai dome ma non irruente.

Le composizioni crescono senza fretta, pacatamente, essenziali negli elementi melodici presenti, delicate ballate post moderne per coccolarsi sotto il sole primaverile, con una birra in mano, una sigaretta in bocca e la mente un po' più leggera.


sabato 18 marzo 2017

The Hirsch Effekt - Holon : Agnosie (2015)

Germania | Long Branch Records

Uno dei più recenti espedienti utilizzati dalle band metal contemporanee, per cercare di distinguersi nel marasma delle uscite discografiche, consiste nell'ibridazione di generi e influenze anche molto differenti tra loro. Una volta addentratosi in questi baracconi sonori multi-color, nonostante le varietà stilistica, si avverte un'inconsistenza di fondo che non lascia nulla ad ascolto terminato, come quando si cena in un ristorante radical-nazi-chic e si torna a casa con l'impellente bisogno d'addentare un vitello nel fiore dei suoi anni.

Sulle prime anche "Holon : Agnosie" dei teutonici The Hirsch Effect emana vibrazioni poco piacevoli ma, con il proseguire delle tracce, l'innegabile euforia del songwriting si fa contagiosa e la sperimentazione non cannibalizza eccessivamente l'ispirazione complessiva.

L'attitudine libera e "progressiva" ben si accosta all'impatto generale e il piacevole alone anni settanta dei riff dona un pizzico di personalità alla creatura tedesca, anche se l'eccessiva ricerca del fattore "GUARDA CHE PALLE QUADRATE CHE ABBIAMO!!!" appesantisce inutilmente gli arrangiamenti.

Molto divertenti.


venerdì 17 marzo 2017

Rainbow Island - Crystal Smerluvio Riddims (2017)

Italia | Flying Kids Records, No=Fi Recordings

Per andare a lavoro in auto impiego circa trenta minuti, durante i quali sono solito isolarmi dai bestemmioni volanti grazie a della musica, preferibilmente con tanto d'auricolari a minare la sicurezza stradale mia e degli altri auto muniti.

In questi giorni i miei compagni di viaggio sono stati i Rainbow Island, italici suonatori di psichedeliche melodie in bilico tra il vecchio e il nuovo, liquide, rilassanti, vivaci ("Phase Spider", nei suoi dodici minuti, racchiude tutta la bellezza dell'abbandono lisergico).

Ho viaggiato viaggiando con i cinquanta minuti di "Crystal Smerluvio Riddims", e ho visto sorgere paesaggi dai colori acidi in cui trasferirsi, perché il suono dei Rainbow Island è ottimista e ti vuole bene.

La psichedelia rende tutto migliore, pochi cazzi, e questo album ne sprizza una quantità notevole.

Su distantfuture.org trovate il delirante background "narrativo", una chicca imperdibile a 360° e tutte le modalità per accaparrarsi questo fantasioso pargoletto.

giovedì 16 marzo 2017

Automata (2014)

Gabe Ibáñez | Eagle Pictures

Automata copia spudoratamente da tutta la letteratura fantascientifica degli ultimi cento anni (Asimov fa tripli salti carpiati nella bara e Gibson si gratta le palle con veemenza), utilizza Banderas come attore protagonista ed è pieno di temi banali. Insomma, il film di Ibáñez vuole proprio farsi disprezzare.

E invece no, 'che Automata è certamente un filmetto banale, per un cazzo originale e derivativo, ma il ritmo è piacevole, non ci sono stupide lungaggini e ci si appassiona con leggerezza.

Per chi vuole trascorrere una serata tutta rutti, pizza alla cipolla e fantascienza dalle basse pretese.

mercoledì 15 marzo 2017

Aborym - Shifting.Negative (2017)

Italia | Agonia Records

Gli Aborym hanno sempre sperimentato, imbastardendo il proprio metallo estremo con pesanti contaminazioni elettroniche, perennemente alla ricerca di un sound personale e identificativo.

Con "Shifting.Negative" i nostri si avventurano in territori per certi versi molto più accessibili, confezionando un disco di industrial rock elettronico che ammicca arrapato al lato più pop e orecchiabile di tali sonorità (le influenze dei Ministry sono palesi), con l'imbarazzante obbligo d'inserire un ritornello "da doccia" in ogni dannato brano .

Qualche volta il risultato convince, altre volte no, ma il coraggio dimostrato nel mandare a cagare il proprio passato, e qualche buona intuizione qui e lì, rendono "Shifting.Negative" una parentesi curiosa nella discografia degli Aborym, pur se scaturita da una formula compositiva migliorabile.